NON SOLO #PAMELA, IL VIZIETTO DELLE “RISORSE”: STUPRARE GIOVANI DROGATE

Non solo Pamela Mastropietro. A Seveso in Brianza l’altro giorno un pusher ha abusato di una tossicodipendente che si era rivolta a lui per ottenere la dose. Spesso gli spacciatori lo fanno, approfittano della fragilità delle loro clienti-vittime. Ad Avezzano era successo nel luglio scorso (lui era magrebino), a Lucca in settembre e a Bologna in febbraio, protagonista un marocchino; a Perugia nel 2013 (lui tunisino). Ma lista è lunga.

 Per fortuna, le altre volte non è finita in maniera cruenta come a Macerata, caso di cui, peraltro, finalmente non viene più negato che la giovane uccisa e smembrata potrebbe aver subito violenza. Addirittura di gruppo. E finalmente il Tg5 ha “sdoganato” quanto ipotizzato sin da subito da Il Populista, la pista dell’omicidio rituale legato alla mafia nigeriana.

Ipotesi, certo. Ma proprio il telegiornale Mediaset ha ammesso oggi a chiare lettere l’esistenza di questa feroce cosca criminale che si spartisce il mercato della prostituzione (“soprattutto minorile”) con la mafia siciliana. I primi si occupano di piazzare le donne nei punti strategici e forniscono la manovalanza di spacciatori (i famosi “finti profughi” nigeriani) mentre Cosa Nostra assicura loro protezioni e coperture.

E siccome i primi, evidentemente, non sono troppi sicuri dell’efficienza della criminalità organizzata nostrana, ecco che qualche rito tribale induce a sperare nell’aiuto degli dei. Il Tg5 non l’ha detto così esplicitamente, ma ha buttato lì la pista del “rito esoterico”.

Sempre il Tg5 ha ipotizzato che Pamela sia stata uccisa nella mansarda di via Spalato per non aver ceduto alle profferte sessuali del gruppo di nigeriani incriminati. Non uno, ma più d’uno. Che nel frattempo sono saliti a quattro. Sempre il telegiornale Mediaset ha mostrato l’albergo a quattro stelle poco fuori Macerata, a Montecassiano, ove era ospitato uno dei sospettati, Awelima Lucky, a cento euro a notte.

Per inciso, gli ultimi due piani dell’albergo sono da tempo adibiti a centro accoglienza. Coi soldi nostri, neanche a dirlo. Ma alla Sinsitra poco importa. Preferisce sviare l’attenzione sul folle che ha sparato contro gli immigrati (e che giustamente va condannato) ma tace quando il reato è opera di stranieri…

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