EMA: TOH, UN GIUDICE OLANDESE DECIDERÀ SUL RICORSO DI MILANO “CONTRO” AMSTERDAM (Ma va là!)

Sarà un giudice olandese, Marc van der Woude, a decidere sul ricorso del comune di Milano per l’assegnazione della sede Ema (Agenzia europea del farmaco) ad Amsterdam: nomina che arriva direttamente dalla Corte europea di giustizia di Lussemburgo. A riportarlo è il Corriere della sera che parla anche di un “notevole imbarazzo” della stessa Corte che ha preferito non commentare.

Del resto, scegliere un magistrato dei Paesi Bassi per decidere su un procedimento avviato per rilanciare la candidatura di Milano “contro” Amsterdam, è una decisione ingombrante.

A questo si aggiungono dubbi sul sorteggio e sulle regole poco trasparenti, oggetto del ricorso presentato da Milano con richiesta di sospensiva urgente dell’assegnazione della sede. Per il comune meneghino il sorteggio sarebbe avvenuto senza rispettare la pausa di 30 minuti dopo l’ultimo voto con pareggio tra Amsterdam e Milano (impedendo di concordare preventivamente come proseguire).

Ma non solo, altre presunte irregolarità starebbero nell’assenza di controlli di garanzia fino all’uso dei bussolotti che ha decretato definitivamente la sconfitta del’Italia. Secondo la ricostruzione del Corriere il presidente estone della riunione avrebbe frettolosamente pescato da un’urna e subito annunciato la vittoria di Amsterdam. Non sarebbe stato redatto nemmeno il verbale di rito.

Zone d’ombra, insomma, che si aggiungono a limiti più evidenti e già noti, come l’assenza di strutture adeguate ad ospitare la sede dell’Ema a partire da marzo 2019. La costruzione della sede (Vivaldi building) non era iniziata quando si è fatto il sorteggio lo scorso 20 novembre e un edificio proposto come soluzione temporanea (Spark building) non era stato ancora individuato.

La Conferenza dei presidenti dell’Assemblea Ue, composta dal numero uno Antonio Tajani e dai leader degli eurogruppi politici, giovedì scorso ha così varato una missione d’urgenza ad Amsterdam di membri della commissione Ambiente-Salute (il 22 febbraio prossimo) per verificare il rispetto delle tempistiche promesse dall’Olanda per accogliere l’Ema. E intanto il ricorso di Milano va avanti: insomma, a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

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