CASAPOUND PUNTA AL 3% E MARCIA SULLA CAMERA, LA CLAMOROSA IPOTESI: “GOVERNO CON SALVINI”

I “fascisti sociali” di Casapound sbarcano per la prima volta alla Camera, in attesa di entrare in Parlamento il 5 marzo. A introdurli è stato l’ex An Massimo Corsaro, scatenando l’ira della sinistra e di Emanuele Fiano (l’autore della legge contro il fascismo) che gridano alla “provocazione inaccettabile”.

Ma Simone Di Stefano, leader del movimento che si ispira al greco Alba Dorata, vola più alto delle polemiche e mira al sodo: incominciare a contare nella politica nazionale. “Presto qui potremmo tornare come deputati. E quella sarà una giornata storica, come ai tempi del Msi quando il partito di Almirante incarnava l’eredità di Salò…”.

Parla di numeri, Di Stefano, (“Supereremo il 3%”) e avvisa Silvio Berlusconi: “Il voto al centrodestra è un voto buttato più danno si fa alla coalizione di Berlusconi e meglio è: tanto, loro ci proporranno un governo tecnico per 5 anni”.

Di Stefano cerca al contrario una sponda nella Lega, partito sovranista come Casapound: “Potremmo garantire il nostro appoggio esterno a un governo Salvini”. Difficile, però, visto che l’unica ipotesi (altamente teorica) è una alleanza tra Carroccio e Movimento 5 Stelle, che Di Stefano vede come il male assoluto: “Con il reddito di cittadinanza mangeremo le cavallette”.

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